Gnocco fritto tradizionale emiliano, come al bar

gnocco fritto

Gnocco fritto, torta fritta, crescenta.. tu come lo chiami? A casa della Nonna Marisa si chiamava “crescente fritta” e si faceva con lo stesso impasto delle tigelle, ottenendo così un prodotto bello gonfio e spesso; a volte si aggiungevano le ortiche nell’impasto, a volte lo si farciva prima di friggerlo.

Ahh, quanta poesia nelle cucine di una volta!

Io ho preso tutto quello che ho potuto dalla tradizione bolognese della Nonna e da quella modenese dell’altra Nonna, arrivando alla perfetta ricetta per il gnocco fritto. La cosa particolare è che per la mia ricetta NON serve il lievito, ma adesso vi spiego.

Gnocco fritto

INGREDIENTI

500 g di farina 0 o 00 di media forza

350 g di acqua frizzante (oppure 250 g di acqua frizzante e 100 g di latte intero)

50 g di strutto (o olio o burro)

15 g di sale fino

Lievito FACOLTATIVO: io non lo metto (il procedimento fa la differenza), se volete stare tranquilli usate 5 g di lievito di birra fresco

Strutto oppure olio di semi per friggere

PROCEDIMENTO

Versiamo l’acqua gasata (ed eventualmente il latte) sulla farina, su una spianatoia o in planetaria, e cominciamo a impastare.

-Se usate il lievito scioglietelo nell’acqua-

Aggiungiamo strutto e sale quindi lavoriamo fino a ottenere una pasta omogenea e bella elastica, ci vorrà qualche minuto.

Lasciamo riposare per 10-15 minuti, finché la pasta sarà meno elastica, poi la stendiamo leggermente col mattarello e la ripieghiamo su sè stessa.

Questo passaggio servirà a intrappolare altra aria (oltre a quella dell’acqua) nell’impasto e a farlo gonfiare in cottura.

E’ una lievitazione fisica, ne abbiamo parlato nell’articolo sui lieviti, ricordate?!

A questo punto lasciate riposare la pasta da 30 minuti a 3-4 ore (specie se usate il lievito) prima di tirarla.

Più la pasta riposa migliore sarà il risultato 😉 

Stendiamo l’impasto del gnocco fritto a uno spessore tra 2 e 8 mm (io lo tiro a 4 mm e mi piace molto), lo tagliamo a rettangoli con una rotella zigrinata e lo disponiamo su vassoi coperti di carta forno o infarinati.

Scaldiamo in una pentola alta dello strutto o, se preferiamo, dell’olio di semi. Controlliamo la temperatura, dovrà essere sui 170-180°C.

Quando sarà caldo potremo friggere il gnocco fritto -badate bene che qui a Modena si dice IL GNOCCO FRITTO non LO gnocco!-, serviranno pochi secondi per far gonfiare la pasta e si dovrà quasi rigirare da sola. Per far sì che si gonfi bene, usando un cucchiaio, muovete l’olio affinché copra la parte rivolta verso l’alto (si vede bene nel video).

Dieci/venti secondi da un lato e poi dall’altro, scoliamo bene il gnocco e siamo pronti per mangiarlo. Per altri consigli per un fritto perfetto leggi l’articolo dedicato 😉

gnocco fritto

Qui vi faccio vedere la differenza tra gnocco tirato a 4 mm (immagine 1), 2 mm (2) e 8 mm (3). Scegliete voi lo spessore che preferite!

gnocco fritto

Tradizionalmente si accompagna con salumi e formaggi, l’accoppiata vincente è con le tigelle/crescentine e un po’ di pinzimonio per rinfrescare.

E da bere? Ovviamente Lambrusco e per chi vuole anche un po’ di Pignoletto 😉

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Carlotta Lolli Chef

Mi chiamo Carlotta, sono nata a Marzo e amo la natura in tutte le sue forme. Lavoro come Chef a domiciliopreparo torte artigianali e “sforno” anche contenuti digitali per il mio blog o per le aziende.

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